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sabato 9 gennaio 2016

Il tasso d’interesse



Tasso d’interesse reale e nominale

Ancora una volta, il nostro oggetto di studio è la preferenza per la liquidità che ha movente sia transattivo, per far fronte alle spese correnti e a quelle impreviste, sia precauzionale, per tenere lontano lo stato di necessità, sia, infine, speculativo. Presteremo, ora, attenzione a quest’ultimo tipo di movente che consiste non nel ricercare scambi di natura produttiva del tipo D-M-D’ (Denaro, Merce, Denaro), ma del tipo D-D’ con D’>D. In questo modo, l’individuo non smobilita la liquidità a favore di un’attività produttiva ma cerca solo una vincita monetaria ottenibile scommettendo la moneta in proprio possesso. L’individuo, infatti, se è affetto da preferenza per la liquidità, non vuole attendere l’evolversi del ciclo produttivo, ma desidera che il suo investimento possa essere riconvertito in moneta, nel più breve tempo possibile. In ogni caso, la vincita richiesta è un tasso d’interesse che cresce all’aumentare dell’incertezza che affligge la sua scommessa.

mercoledì 14 ottobre 2015

La trappola della liquidità

Preferenza per la liquidità e moneta

Il concetto di preferenza per la liquidità è un concetto, oggi, da molti considerano vetusto perché appartiene a una corrente economica messa, ormai, in subordine dalla corrente economica prevalente: il mainstream. Esso si riconduce, infatti, alla concezione macroeconomica del grande economista inglese John Maynard Keynes, sostenitore di un tipo di politica economica che prevede un intervento diretto dello Stato nell’economia tramite la Spesa Pubblica.
La dottrina keynesiana, tra le altre cose, fa riferimento al concetto di preferenza per la liquidità evidenziando che, ogniqualvolta nel sistema economico si manifesta una situazione d’incertezza, le scelte degli individui si orientano verso un abbandono delle attività economiche produttive a favore degli accumuli monetari. È, quindi, come se la moneta, in campo economico, svolgesse un ruolo di rassicurazione nei confronti dell’incertezza, cioè nei confronti di una sorta d’informazione mancante, che gli operatori