È agevole rendersi conto che un’informazione completa è un requisito essenziale per possedere un reddito e che tanto più completa è questa informazione, tanto maggiore è il reddito conseguibile. Ciò vale anche all’inverso: meno completa è l’informazione posseduta, tanto minore è il livello di reddito ottenibile.
L'economia dinamica, com'è denominata in questo blog, è una modellazione della macroeconomia che identifica, modella e definisce i parametri dei sistemi economici aggregati. Spiega l'origine delle crisi economiche e i provvedimenti atti a scongiurarle. Trae origine dall'analisi degli scambi economici mediante modelli desumibili da discipline come meccanica statistica, teoria dell'informazione e termodinamica, che si riconducono all'entropia, la grandezza che predice come evolve il caos.
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giovedì 23 settembre 2021
lunedì 28 marzo 2016
Equilibrio macroeconomico inafferrabile
Entropia economica e quanti di
scambio
Si torna, adesso, a parlare di entropia, una grandezza molto importante in campo scientifico,
specialmente in termodinamica e nella
teoria dell’informazione, e sulla
quale non molti hanno le idee del tutto chiare. Si cercherà, perciò, di
chiarirne il ruolo nell’economia; un campo di applicazione in cui i
fenomeni caotici, interpretabili con questa grandezza, non mancano di certo.
L’entropia,
nella sua definizione più generale, è una grandezza che misura, in scala logaritmica, la probabilità che una data configurazione macro possa verificarsi. Questa probabilità
nasce dal semplice conteggio di tutte
le possibili repliche – o microstati – di un sistema, ottenibili
scambiando tra loro le unità costituenti in modo che esse diano luogo a una
stessa configurazione macro. Tanto
più grande è il numero di possibili repliche che danno luogo alla stessa
configurazione macro, tanto maggiore
è la probabilità che la
configurazione macro occorra.
sabato 12 marzo 2016
Le politiche monetarie indipendenti
L’indipendenza della Banca Centrale
La visione monetarista
attribuisce alla Banca Centrale il
ruolo di controllore dell’economia attraverso l’offerta di moneta. La Banca Centrale, così, libera da
improvvide intromissioni discrezionali,
deve attuare una politica monetaria indipendente consistente nell’ampliare o contrarre il circolante determinando il livello dei prezzi ottimale, grazie alla velocità di circolazione della moneta dipendente solo dalle funzioni istituzionali di
ciascun agente economico. In questo modo, la gestione del sistema economico dovrebbe
diventare più efficiente perché il livello
dei prezzi reale è univocamente determinato
dall’ammontare complessivo della produzione
offerta, in base alle dotazioni
del sistema economico, quando si raggiunge l’equilibrio macroeconomico generale.
Questa visione, alla cui base c’è la Teoria
Quantitativa della Moneta (TQM), è equivalente
ad affermare che «la larghezza della
pancia è determinata dalla lunghezza della cintura».
martedì 1 marzo 2016
Consumo e incertezza
La depressione dei consumi e della produzione
Si concentra, adesso, l’attenzione su una fase di
notevole importanza in campo economico: il consumo.
Questa fase sarà trattata facendo riferimento a uno dei modelli dell’economia dinamica più importanti: la teoria delle decisioni prese in condizioni
d’incertezza.
Il matematico e fisico svizzero Daniel Bernoulli fu il primo ad affrontare la risoluzione di
problemi statistici affetti da incertezza,
cioè in cui è presente un numero molto grande di configurazioni possibili,
tutte caratterizzate da una probabilità
molto piccola, cui è associata una vincita
inversamente proporzionale alla probabilità che esse avvengano.
Nella definizione del modello del consumo si farà, per
l’appunto, riferimento alla risoluzione del paradosso
della lotteria di San Pietroburgo, impiegata da Bernoulli come oggetto di analisi riconducibile a una decisione presa in condizioni d’incertezza.
martedì 23 febbraio 2016
Scambi economici conflittuali
Il conflitto perenne della preferenza per la liquidità
Abbiamo già visto che la dottrina economica che
s’ispira all’equilibrio macroeconomico
generale descrive l’economia, in condizioni di equilibrio, come qualcosa di armonioso
e profondamente razionale, mentre
ogni comportamento che allontana dall’equilibrio
è descritto in termini negativi e moralmente
deprecabili. In realtà, in questa visione c’è qualcosa di vero e non può essere
altrimenti, perché, se questa visione si è affermata come una valida interpretazione
dei fatti economici, deve ispirarsi necessariamente a un fondo di verità.
Quel che c’è di vero, nei meccanismi che contrastano il
verificarsi dell’equilibrio, è
interamente racchiusa nel meccanismo che sottende la preferenza per la liquidità. Questa costituisce un quanto di scambio che ogni sistema economico omogeneo,
caratterizzato da un comportamento univoco, scambia sia al proprio interno, sia
con altri sistemi omogenei.
giovedì 28 gennaio 2016
Debito, tasso d’interesse e moneta
Il teorema di Modigliani - Miller
Una delle tesi più importanti dell’attuale visione
economica e che supporta teoricamente la finanziarizzazione
dell’economia è il Teorema di Mogliani –
Miller. Questo teorema afferma che in assenza di imposte sul reddito delle
società, di costi di fallimento e di asimmetrie
informative e in un mercato efficiente, il valore complessivo di un'impresa non dipende dal modo in cui
l'impresa si finanzia, se con capitale
proprio oppure con debito.
L’applicazione di questo teorema rende subordinato il
ruolo della moneta emessa dalle
Istituzioni sovrane rispetto ai titoli di debito contrattati all’interno dei mercati finanziari. Così, infatti, la moneta non è più basilare per l’elemento
costitutivo fondamentale del sistema economico: la formazione del capitale. L’elemento più importante
diventa un altro: il debito dovuto alla
sua controparte duale, il credito, ottenibile
grazie ai risparmi.
sabato 2 gennaio 2016
La preferenza per la liquidità
Effetti e cause della preferenza per la liquidità
In uno dei post
precedenti si è visto come un sistema economico reagisca alla variazione dell’emissione monetaria. Adesso, si vedranno
gli effetti di un altro parametro, la preferenza
per la liquidità, in grado di determinare anch’esso la distribuzione dei
redditi e, quindi, la moneta circolante.
Questo parametro, tuttavia, non può più considerarsi di natura esogena ma endogena essendo inversamente
proporzionale all’attività economica media
del sistema, cioè alla capacità di produrre beni e servizi, tramite una
costante rappresentativa del comportamento degli operatori.
Queste caratteristiche sono desumibili dal modello di economia dinamica che mostra come la preferenza per la liquidità sia anche il
quanto di scambio che le unità di un sistema economico omogeneo, cioè
costituito da unità con lo stesso comportamento, scambiano nelle interazioni
reciproche e con gli altri sistemi economici.
martedì 22 dicembre 2015
Reddito e preferenza per la liquidità
La distribuzione del reddito
Il modello di economia dinamica prende spunto dall’analisi
della distribuzione dei redditi. In
questa fase di analisi, si è visto, a suo tempo, che un sistema
economico eterogeneo è costituito da più sottosistemi, ciascuno caratterizzato da valori differenti di emissione monetaria, velocità degli scambi e preferenza per la liquidità. Si vuole
adesso mostrare come questi parametri determinino sia la distribuzione del reddito sia il livello dei prezzi. Quest’ultimo, per la verità, dipende anche dall’intensità
dell’attività economica e dal comportamento degli operatori.
Per fare ciò si ricorrerà a due esempi grafici, in
ognuno dei quali è mostrato l’effetto dell’emissione di moneta, nell’ipotesi
che la preferenza per la liquidità
resti invariata. Questa ipotesi è, in realtà, una grossa semplificazione perché la preferenza
per la liquidità è inversamente proporzionale all’attività economica che, a sua volta, dipende dalla fiducia degli operatori.
mercoledì 25 novembre 2015
La moneta endogena
La ricchezza prodotta in termini monetari
Abbiamo visto, nel post
precedente che la Teoria Quantitativa
della Moneta (TQM) non prende in considerazione il rischio d’innesco della deflazione da debiti. Tuttavia, questa,
pur essendo la condizione più grave, non è certamente l’unica condizione
critica che un sistema economico può attraversare. Infatti, prima che essa
possa essere raggiunta, il sistema economico attraversa fasi di gravità
gradualmente crescente che, alla fine, conducono alla regione deflattiva.
Riprendiamo in esame l’identità degli scambi di Fisher: P·Q = v·M. In quest’uguaglianza,
il prodotto P·Q è la ricchezza prodotta
e coincide con la moneta circolante v·M.
Una delle ipotesi di base del modello monetarista, che si riconduce alla TQM, è
che la velocità di circolazione è
costante, giacché legata a fattori istituzionali
e, precisamente, di diritto privato,
che investono il funzionamento delle diverse figure economiche di un sistema
complesso.
venerdì 13 novembre 2015
Il controllo della moneta
Il salasso di moneta
Il salasso è una pratica medica antichissima, nata
dalla convinzione che la malattia avesse origine dalla presenza di cattivi umori in eccesso, che occorreva
eliminare dall’organismo perché dannosi. La pratica fu molto diffusa nel
Medioevo e si protrasse fino al XVIII secolo; essa consisteva nel ridurre
drasticamente la massa di sangue
circolante. Sebbene, oggi, alcune capacità curative della pratica siano
riconosciute dalla medicina ufficiale, nel passato se ne fece un uso, talvolta,
smodato, al punto da essere praticata comunemente dai barbieri, con conseguenze
nefaste sui malati.
La teoria
quantitativa della moneta è una visione dell’economia, prevalentemente
ancorata alla dottrina monetarista, che associa l’inflazione, cioè l’aumento
del livello dei prezzi, direttamente all’eccessiva quantità di moneta
circolante. Pertanto, la soluzione al problema dell’inflazione può essere
trovata riducendo drasticamente la massa di moneta
circolante.
venerdì 6 novembre 2015
La deflazione da debiti
Le cause: preferenza per la liquidità e attività economica
L’attività
economica è costituita dall’insieme di tutto ciò che gli individui svolgono
per produrre merci e servizi. Essa è condizionata da molte cose; tra queste: le
Norme, il diritto e i contratti. Una cosa su tutte, però, condiziona l’attività
economica in maniera molto forte. È la fiducia
degli operatori economici. Fiducia in che cosa? Nel produrre merci e scambiarle
con altre merci? Nient’affatto, come vedremo.
La tesi che la dottrina economica, oggi prevalente, va
affermando è che la fiducia è
soltanto un sentimento irrazionale e,
come tale, non può descrivere le scelte degli operatori e non si presta a
modellazioni adatte a fare previsioni economiche. Molto più scientifica è la
tesi, sempre secondo questa dottrina, che gli scambi, quindi l’attività
economica conseguente, avvengono perché gli individui
razionali rendono, così, massima la
propria utilità nel possedere un dato paniere di beni. Questo avviene
sempre, nell’ipotesi che l’utilità
marginale di possedere un bene sia sempre positiva. Ciò vuol dire che
l’individuo
mercoledì 14 ottobre 2015
La trappola della liquidità
Preferenza per la liquidità e moneta
Il concetto di preferenza
per la liquidità è un concetto, oggi, da molti considerano vetusto perché
appartiene a una corrente economica messa, ormai, in subordine dalla corrente
economica prevalente: il mainstream. Esso
si riconduce, infatti, alla concezione macroeconomica del grande economista
inglese John Maynard Keynes, sostenitore di un tipo di politica economica che
prevede un intervento diretto dello Stato nell’economia tramite la Spesa
Pubblica.
La dottrina keynesiana, tra le altre cose, fa
riferimento al concetto di preferenza per
la liquidità evidenziando che, ogniqualvolta nel sistema economico si
manifesta una situazione d’incertezza,
le scelte degli individui si orientano verso un abbandono delle attività economiche
produttive a favore degli accumuli monetari. È, quindi, come se la moneta, in campo economico, svolgesse un
ruolo di rassicurazione nei confronti dell’incertezza,
cioè nei confronti di una sorta d’informazione
mancante, che gli operatori
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