Pagine del blog

Visualizzazione post con etichetta crescita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crescita. Mostra tutti i post

domenica 17 aprile 2016

Moneta e aggregati monetari


Liquidità: troppa o troppo poca?

Ci si chiede se il contante, la moneta liquida, che circola di mano in mano negli scambi, possa essere sostituita da qualcosa di diverso che ne riduca l’impiego a favore di altri strumenti di credito e debito, senza che ciò alteri il comportamento di un sistema economico.
La risposta parrebbe, ovviamente, positiva secondo il sentire comune e in base all’esperienza, ormai diffusa, dell’impiego di strumenti come carte di credito e di debito. Pertanto, parrebbe logico che, se ciò è possibile nella vita di tutti i giorni, si possa ulteriormente estendere questa pratica in modo da ridurre il più possibile il circolante.
L’elemento decisivo per comprendere gli effetti dell’impiego dei sostituti di moneta liquida, costituenti particolari tipi di aggregati monetari, è costituito dalla scadenza temporale del debito associato a tali strumenti.

mercoledì 13 aprile 2016

Crescita inutilizzabile e aggiuntiva



Il consolidamento dello squilibrio

Si torna nuovamente a parlare del modello di economia dinamica mostrando, ora, che uno squilibrio commerciale, se non opportunamente contrastato sul nascere, tende a consolidarsi e a diventare irreversibile e inarrestabile. Il principio di riferimento del modello è sempre la massimizzazione dell’entropia; questo principio risponde alla semplice domanda «qual è la configurazione macroeconomica che ha la massima probabilità di verificarsi?», giacché, l’entropia è, proprio, una misura logaritmica di questo tipo di probabilità.
Entropia, disordine e informazione mancante sono, in sostanza, dei sinonimi che sottendono il modo in cui si manifestano gli stati accessibili ai sistemi economici. Indicano anche che ogni scambio, che comporti variazioni finite di grandezze economiche, è, di per sé, irreversibile perché nessun sistema può passare spontaneamente da uno stato più probabile a uno meno probabile.

martedì 29 marzo 2016

Distribuzione del reddito e funzione di partizione



Reddito, livello dei prezzi, ricchezza e grandezze di scambio

Come si è visto nel post precedente, la distribuzione di probabilità del reddito può ottenersi massimizzando l’entropia e tenendo conto del quanto di scambiopreferenza per la liquidità – che caratterizza ogni sottosistema di un sistema economico aggregato eterogeneo. La massimizzazione dell’entropia condotta per via matematica, nelle ipotesi poste, porta a individuare una grandezza, detta funzione di partizione “Z” che trova, in ambito scientifico, largo impiego in meccanica statistica. La struttura della funzione di partizione racchiude in sé tutte le informazioni sul sistema economico esaminato e dipende, oltre che dall’attività economica “v”, anche da un parametro lagrangiano, impiegato in fase di ricerca del massimo, la cui esatta individuazione è di grande importanza. Funzione di partizione e lagrangiano sono, perciò, i parametri che permettono la massimizzazione dell’entropia condizionata ai vincoli di bilancio e di aggregazione del sistema.

lunedì 7 marzo 2016

L’illusorio Prodotto Interno Lordo



L’aggregazione di grandezze disomogenee

Si consideri un sistema economico eterogeneo domestico composto da imprese, lavoratori, banche e via dicendo. Il reddito netto y derivante dalla produzione di beni e servizi è dato dalla differenza tra la produzione complessiva Y e gli investimenti I comprendenti salari e mezzi di produzione. In forma matematica, quindi si ha: y = YI.
Se l’intera produzione è consumata e non intervengono altri soggetti economici esterni che scambiano, cioè il sistema economico è chiuso, si ha y = C; ne consegue, per quanto sopra visto, che Y = C + I. Cioè, la produzione totale si suddivide in consumi C e investimenti I. Se, però, non tutto ciò che è prodotto è consumato, C < y = YI. Si hanno, quindi, dei risparmi S per cui accade che C + S = YI.
Questo è quello che avviene nel singolo ciclo produttivo. Nelle fasi successive, i risparmi possono essere reimpiegati in modi diversi.

lunedì 15 febbraio 2016

Genesi degli squilibri



Lo squilibrio monetario

Il modo in cui la moneta giunge all’interno dei vari sistemi economici determina come si trasferisce la liquidità da un sistema a un’altro. Sistemi economici di natura differente possiedono parametri diversi riguardo a velocità di circolazione, preferenza per la liquidità e, infine, emissione monetaria unitaria. Questa è definita come la quantità di moneta mediamente messa a disposizione di un’unità costituente il sistema durante una singola interazione di scambio. Rappresenta, perciò, la moneta emessa o distribuita, in media, per ciascuna unità, in un periodo di riferimento in cui la velocità di circolazione é unitaria.  La moneta circolante si amplifica, in seguito, per effetto della velocità di circolazione, ma non in maniera a essa proporzionale, come previsto dalla Teoria Quantitativa della Moneta, perché la preferenza per la liquidità, che dà luogo alla formazione dei risparmi, fa ristagnare il circolante generato in depositi monetari.

giovedì 11 febbraio 2016

Capitale e crescita



I capitali e la bilancia dei pagamenti

Il senso comune associa alla moneta, nelle sue diverse possibili forme aggregate, un carattere indistinto che non fa identificare i diversi ruoli che la moneta assume e i suoi differenti effetti. Il primo principio del modello di economia dinamica mette in risalto, invece, una differenza sostanziale tra due possibili impieghi della moneta. Esso evidenzia che la moneta circolante in un sistema economico è la differenza tra la liquidità in ingresso e la crescita. Quest’ultima rappresenta l’espansione dell’attività economica, per la quale, un ruolo decisivo è svolto dal capitale, ossia il valore dell’insieme dei mezzi di produzione anticipati in fase di avvio di un’attività.
Il primo principio indica che un aumento dei capitali si traduce in una riduzione del circolante – perciò della ricchezza complessiva derivante dai redditi – se, a fronte della crescita prodotta dal capitale, non fa riscontro un adeguato apporto di liquidità monetaria.

mercoledì 23 dicembre 2015

Moneta legale e finanziaria



Valuta legale e attività finanziaria

Nei libri di storia si legge spesso della grandezza di Roma imperiale come diretta conseguenza della forza e capacità militare delle sue legioni. Raramente si fa cenno a una particolarità, talvolta considerata secondaria, che fu, invece, all’origine della più grande floridezza degli scambi commerciali che l’antichità avesse mai visto prima d’allora e del consenso che Roma ottenne.
La particolarità di cui si parla è attribuibile al primo imperatore di Roma, Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, che decise di emettere, per primo, quella che è passata alla storia col nome di moneta fiat; un tipo di moneta del tutto sganciata da ogni logica di riserva di valore intrinseco o di credito, ma agganciata solo all’idea della sovranità di chi la emetteva. La moneta in questione, emessa in seguito anche dagli altri imperatori, garantì all’impero romano una supremazia assoluta derivante dall’enorme aumento degli scambi commerciali che essa favorì.

mercoledì 11 novembre 2015

Dinamica degli scambi non cooperativi



La dinamica competitiva della liquidità e della crescita

Quando è stato presentato il primo principio dell’economia dinamica, si è visto che la ricchezza di un sistema economico è pari alla differenza tra liquidità e crescita. Per capire quale sia la dinamica sottesa alla liquidità e alla crescita è importante capire, prima di tutto, come si trasferisce la liquidità negli interscambi commerciali.
Si considerino, perciò, dei sistemi economici che interagiscono tra loro, con differenti livelli di emissione monetaria. S’intende per emissione monetaria unitaria la quantità di moneta legale emessa dalla Banca Centrale in favore, mediamente, di ciascuna unità del sistema economico, che, poi, si amplifica sotto forma di moneta circolante. Si badi che tal emissione monetaria può derivare anche da valuta emessa da un altro Stato e acquisita negli scambi. Non saranno indagati, in questa fase, i modi in cui si genera il circolante.

mercoledì 4 novembre 2015

Sviluppo e crescita



Sviluppo e crescita

Conoscere l’economia non è per niente un vezzo per sedicenti sapientoni. Al contrario, è indispensabile per comprendere cosa accade intorno e noi e persino dentro di noi. Non ha senso parlare di politica, di diritti e di quant’altro se non si comprende l’economia, perché essa determina quali sono la politica, i diritti e ogni altra cosa.
Lo sviluppo e la crescita, nel senso comune, sono considerati quasi dei sinonimi. Invece, si tratta di due modi completamente diversi di gestire l’economia. Essi, infatti, si riferiscono a tipi di politica economica, nel concreto, antitetici. Lo sviluppo è associato all’attuazione di una politica fiscale, che prevede l’intervento diretto da Parte dello Stato; la crescita è associata, invece, a una politica liberista, che prevede una partecipazione dello Stato meramente sussidiaria. Non vogliamo, in questo breve post, porci lo scopo di propendere per l’uno o per l’altro tipo di politica, ma solo mostrare su quali aspetti essi agiscano.

lunedì 2 novembre 2015

Primo principio dell'econodinamica



Il primo principio dell’economia dinamica

Un principio basilare dell’attuale visione economica è la cosiddetta legge di Say o legge degli sbocchi, a sua volta fondata sul principio di razionalità sostanziale. Secondo questa, in un sistema economico, se ogni individuo si comporta in modo razionale, facendo ciò che è meglio per sé, ogni offerta troverà sempre la propria domanda. Su quest’assunto si basa la tesi, secondo cui, l’equilibrio macroeconomico generale, alla fine, dovrà comunque verificarsi.
In effetti, in condizioni di ricorrenza ciclica, quando cioè il sistema economico è già a regime, può aver senso affermare che domanda e offerta tendano a uguagliarsi. Quando, però, il sistema economico ha subito uno shock di natura esogena, ciò non è più vero. Infatti, quando si manifestano fatti nuovi che interrompono la ricorrenza del ciclo economico, tende a manifestarsi indeterminazione nelle scelte degli operatori economici, causata dalle variazioni degli stati assunti dal sistema economico. Nell’assunto visto sopra si nota